March 2006


di Dario De Seppo
Silvio
Silvio che scappa dalle interviste, insultando il comportamento non liberale di “chi sta a sinistra” perchè non gli si chiede cosa vuole lui…Maddai…lì per lì mi è venuto da ridere. Ma oh, ragazzi, siamo stati governati da un personaggio del genere per 5 anni…ma scherziamo? Un atteggiamento dittatoriale, con quell’arroganza, quella superbia di chi pretende che tutti gli dicano di sì.

Ma questa grazie a Dio è ancora una democrazia, e ci sono delle elezioni tra poco.

La Storia siamo NOI. E possiamo mandarli tutti a casa.

A proposito…L’altro ieri sera grande concerto di Francesco De Gregori a Torino in occasione delle Paraolimpiadi…mi sono divertito veramente tanto! Tutti mi dicevano “eh, ma degre dal vivo…cambia le canzoni, non ha voglia di cantare…” Ma no! A parte che lui si diverte, e si vede…Poi il bello sta proprio nel fatto che è tutto dominato dall’imprevisto: è vero, cambia i testi, ma sopratutto cambia le musiche, e questo ti rende più attento. Cercare di capire le canzoni ai primi accordi è una sfida…ti costringe a partecipare.

E chi si aspettava che iniziasse con tre pezzi da Titanic (la leva calcistica, titanic e L’abbigliamento di un fuochista) e che non facesse nemmeno un pezzo del nuovo album, neanche il singolo?

Al basso il mitico Guido Guglielminetti, il “capobanda”, ci ha trascinato in un’atmosfera rockeggiante, in certi casi power anni ‘80…insolita per il cantautore, ma non fastidiosa come mi sarei aspettato.

A parte il finale su una Buonanotte fiorellino decisamente assurda, giusto per mandarci a casa, devo dire che sono più che soddisfatto!

Poi che bella Piazza Castello piena di gente…

PS L’altro ieri Fabio ha fatto 21 anni. Visitate il suo blog , ci sono tutti i resoconti delle nostre partite, e tutti i miei stupidi commenti.

…” E’ per questo che la Storia dà i brividi, perchè nessuno la può NEGARE…”

 

di Fede*

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“La corruzione accusa… La corruzione? La corruzione è l’intrusione del governo con le sue regole nei rendimenti del mercato. Questo dice Milton Friedman. Ha avuto un dannato premio Nobel. Abbiamo leggi contro tutto questo proprio per potercene liberare. La corruzione è la nostra protezione. La corruzione ci tiene al sicuro e al caldo. La corruzione è la ragione per cui io e te andiamo in giro dandoci delle arie invece di batterci nelle strade per degli avanzi di carne. La corruzione… è la ragione della nostra vittoria.” Due personaggi secondari pronunciano queste parole, una forte chiave di lettura del film, ma riescono a passare quasi inosservati nel susseguirsi adrenalinico di avvenimenti che travolge lo spettatore (ormai un marchio di fabbrica del regista, da “Traffic” in poi).
Industrie petrolifere che studiano le strategie migliori per la propria sopravvivenza e non si fanno scrupoli di mettere in gioco vite umane in altre parti del mondo, principi mediorientali riformatori e sotto le mire di un attentato, un procuratore ambizioso e di poche parole che indaga dietro la facciata di un ottimo affare, un veterano della Cia che viene tradito e scaricato durante la sua ultima missione, un consulente economico che continua il suo lavoro e persegue i suoi ideali nonostante una tragedia familiare, ragazzi pachistani che lavorano nelle industrie arabe per pochi soldi e finiscono nella rete di una scuola islamica.
E tutto questo, i grandi temi della politica e dell’economia internazionale di oggi, si mescola con il grande tema della vita di ogni uomo, la morte. Bambini che giocano, emiri bramosi di potere, giovani immigrati senza speranze intrappolati nella spirale del terrorismo religioso, spie internazionali convinte di operare per il bene del proprio Paese: nessuno può sfuggirle.
Nel proprio feroce perseguimento dell aricchezza e del potere, ogni protagonista risulta tragicamente incapace di capire fino in fondo la vera portata e il ruolo esplosivo (a volte, nel senso letterale del termine) che la propria esistenza avrà in questo gioco terribile e complicato e forse sul mondo intero.

Syriana“, Stephen Gaghan.