di Fede*
Mentre mi chiedevo su quale argomento mi sarebbe piaciuto scrivere il mio primo pezzo su questo blog, e il primo pezzo, si sa, ha sempre una certa importanza e va scelto con cura, mi sono affiorati alla mente vaghi ricordi di un libro letto diversi anni fa e mai più rispolverato. Più ci pensavo, più mi sembrava un ottimo spunto per queste righe.
Ho cominciato a sfogliarlo e non mi sono più fermata.
Per prima cosa quindi vorrei dare il benvenuto, con colpevole ritardo, a Maredentro nel favoloso mondo della blogosfera e augurare una lunga e fortunata carriera a lui e a tutti quelli che ci scrivono e ci scriveranno.
Il mio augurio ha un nome, si chiama Luther Blissett.
Luther Blissett era un calciatore del Milan e sono quattro ragazzi bolognesi.
Luther Blissett è un singolo, un nome fittizio, ma è anche una moltitudine, una comunità aperta di idee, un’intelligenza collettiva.
Luther Blissett, per un periodo, si è detto che fosse addirittura Umberto Eco.
Luther Blissett scrive come se stesse creando un videogame, o stesse suonando una jam session jazz.
Luther Blissett è un’identità che chiunque lo desideri può assumere per farne ciò che vuole, e pazienza se poi la chiamano guerriglia mass-mediatica.
Luther Blissett non appartiene a nessuno.
Luther Blissett ha ottenuto dalla Einaudi che “Q� fosse pubblicato con un “diritto di no-copyright� e quindi liberamente riproducibile in qualsiasi tipo di copia.
Luther Blissett è morto, per sua volontà , nel 2000, e rinato sotto il nome di Wu Ming, ma può ancora rinascere in qualunque momento, e forse è già successo.
Nel romanzo il libraio Pietro Perna dice: “Puttane, affari, libri proibiti e intrighi papali. C’è forse qualcos’altro che dà sapore alla vita?�. “Q�, secondo lo stesso L.B., parla “dell’Europa moderna che oggi sta marcendo�: l’Europa, la comunicazione di massa, gli apparati di polizia, il capitale finanziario, lo Stato. L’intreccio tra politica e religione, la rivoluzione, il potere, la storia fatta dalle persone comuni, “dai comprimari�. La lotta tra ordine e libertà .
“Q� parla del 1500, il secolo in cui tutto questo ha avuto inizio.
E noi, a parlare di modernità .
“Prologo.
Fuori dall’Europa, 1555.
Sulla prima pagina è scritto: Nell’affresco sono una delle figure di sfondo.
La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, date, luoghi, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi.
Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi.
La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l’eterna oscillazione delle fortune umane.
Il libro, forse l’unica copia scampata, non è più stato aperto.
I nomi sono nomi di morti. I miei, e quelli di coloro che hanno percorso i tortuosi sentieri.
Gli anni che abbiamo vissuto hanno seppellito per sempre l’innocenza del mondo.�

