di Baffo
Oltre quattro milioni di elettori che sborsano un euro e affrontano lunghe code per esprimere il loro parere in uno scrutinio dall’esito più che scontato sono una sferzata di energia per l’Ulivo antiberlusconiano.
Ma è proprio questo il problema che emerge da queste primarie, il voto è una protesta contro l’attuale governo che continua a varare leggi false che sconvolgono tutte le regole. Il nuovo proporzionale (che fatica chiamarlo così!) non ha niente a che fare con quello che c’era prima del 93 e che c’è nella maggior parte delle democrazie europee e renderebbe inutili queste primarie, cosa che carica la straordinaria affluenza con un ancor più grnde significato.
Tutte queste persone andando a votare si sono dette contrarie alla prepotenza e al menefreghismo dell’attuale governo. Solo una minoranza ha votato per entusiasmo nei confronti del professore e della (ora ufficialmente) sua coalizione. Ma se questa è la molla che muove le masse e che stimola tutti gli esempi di democrazia diretta che si vedono in giro, che ne sarà di questa forza una volta eliminato il fattore che la muoveva? Quando l’Ulivo (si presume) stravincerà le elezioni perdendo così il suo principale traino, cosa rimmarrà al governo? Mi auguro che tutti i personaggi che popolano il centro sinistra stiano pensando anche a cosa fare dopo aver eliminato il caro Silvio, ed essendo questo un compito già praticamente svolto, consiglio vivamente di cominciare a pensarci fin da subito.
