Dario “De Seppo? Mimmo nasce il 10 giugno 1983 a Torino.

Già da piccolissimo rivela di avere particolari attitudini verso il cantautorato, i primi disturbi di schizofrenia eteronimica e le prime manie di persecuzione e di citazione.Il primo ricordo che sia ha di lui riguarda per l’appunto un fatto di cronaca nera, un tentato omicidio: aveva circa due anni quando gettò sua sorella Elisa, di pochi mesi, giù dalle scale di casa con tutta la carrozzina, citando La Corazzata Potemkim, fortunatamente senza farle troppo male. Alla sorella, intendo, alla Corazzata invece sì: l’allusione alla famosa scalinata di Odessa offese i sovietici, e si sfiorò la tragedia nucleare.*

A tre anni scrisse la sua prima canzone. S’intitolava Littemmòre, ed era composta in una lingua da lui inventata per l’occasione, ancora non decifrata. La musica era del tutto priva di riferimenti tonali, non avendo lui ancora nessun rudimento di teoria musicale. Ecco il testo:

Littemmòre littelemmòre

Lettilimonerità, lettilimonerità.

Si suppone che il bambino volesse manifestare il suo disagio interiore in seguito, probabilmente, ad un amore infelice, forse finito male, forse non corrisposto. Tematiche che ritroveremo spesso nella sua poetica. Purtroppo per lui e per noi. All’epoca almeno gli rimaneva il dono della sintesi.

Il suo primo eteronimo risale a quegli anni, quando qualcuno gli chiese “Bel bambino, come ti chiami??, e lui, evidentemente spiazzato dall’essere stato considerato bello (si dice che il De Seppo fosse di aspetto fisico ripugnante, solo così potremmo spiegare le sue infinite delusioni d’amore), non si riconobbe in sé stesso e rispose “Dario Schiappolìa? rivelando la sua inclinazione a dividersi in varie personalità a seconda dei casi.

Pare poi che per quasi tutti gli anni dell’asilo non pronunciò in quel luogo una sola parola, né con i compagni né con le maestre, in segno di protesta verso le istituzioni, probabilmente. Invecchiando perse anche buona parte della propensione alla ribellione sociale.

Poco sappiamo del periodo delle scuole elementari e di quello delle medie inferiori, ma pare che non fossero particolarmente felici (e quando mai???).

Si sa solo che all’età di 11 anni suo padre Matteo gli regalò una chitarra classica, e questo evento gli cambiò la vita (solo in superficie): la passione per la musica sgorga velocemente (scusate, inizio ad usare il presente perché il passato remoto mi rende malinconico) e non lo abbandonerà mai. In questo periodo comincia anche a giocare a pallavolo, aspetto da non sottovalutare per le tematiche che affronterà in maturità e per i rapporti interpersonali che ne deriveranno.

Torniamo ad avere sue notizie da quando inizia a frequentare il liceo scientifico C. Darwin di Rivoli.

Qui conosce i primi amici con cui condividere la passione per la musica, per la poesia e per i giochi di parole e inizia ad ascoltare i grandi autori che più lo influenzeranno: De Andrè, Guccini, De Gregori.

Il suo primo grande amore non corrisposto con una ragazza che giocava a pallavolo con lui, lo segna profondamente a 15-16 anni, ripercuotendosi sui rapporti conflittuali con il mondo femminile e con la pallavolo per tutto il resto della sua vita.

In questa fase del liceo inizia ad accumulare altri eteronomi che utilizzerà in varie occasioni più avanti, Zippo, Zi, Seppo, Mario, ecc…

Nel frattempo la passione per la musica cresce: approfondisce lo studio delle tastiere prima, poi quello della fisarmonica, e inizia a suonare liscio e musica da ballo nel duo “Dario & Giovanni?, esperienza che non abbandonerà mai.

A 17 anni tenta di fondare un primo gruppo musicale per coverizzare canzoni di De Andrè, con il suo amico Alessandro “Citterio? Panetta, prima che quest’ultimo impazzisse definitivamente. I “Cerone & Friends? durarono qualche mese, giusto per partecipare al tradizionale concerto del Darwin, che nel giugno del 2001 li vide tra i protagonisti, sventolando tra i vari panchettusi e rocchettari la bandiera della canzone d’autore.

Il tentativo di espandere il progetto iniziato in due ad altri musicisti abortisce miseramente, a causa forse della nota inaffidabilità del bassista Marco Segreto, conosciuto giocando a pallavolo.

Sempre nel 2001 il De Seppo, non ancora De Seppo, incontra l’unica donna in grado di poterlo amare, tale Giada, che pare fosse bellissima e con lunghi capelli tra il grano e il rame e occhi verdi come l’ambra.

Giada gli infonde la forza per iniziare a tradurre in parole i suoi sentimenti, ed ecco le prime, felici, vecchie canzoni d’amore, 15-12-01 e Dietro gli occhiali.

Diplomatosi nel 2002, si iscrive al DAMS di Torino, dove attualmente pare stia per conseguire una laurea in Storia del Cinema, anche se la probabile relatrice della sua tesi è in maternità e questo gli fornisce un forte alibi per rimandare all’infinito.

Nel 2003 inizia l’avventura con i Quartamano, che continua ancora oggi: insieme ad un attore e a due musicisti ex Fratelli Sberlicchio, il Dario fisarmonicista collabora alla creazione di un monologo teatrale-musicale, Itinerari per viandanti.

Come è ovvio che sia, il grande amore con Giada finisce male. Nel 2003 la ragazza lo lascia per uno scout motociclista conosciuto in barca a vela e per il De Seppo inizia un periodo difficile.

Dopo aver scritto altre canzoni, sempre più tristi e sempre più lunghe, nel 2004 Dario decide di registrare il suo primo album: Chitarra, penna e mente torbida, utilizzando per la prima volta l’eteronimo di Dario De Seppo.

Il disco è basato sulla storia d’amore con Giada, dalla felicità alla tristezza alla ripresa. Il forte carattere autobiografico ci fornisce informazioni sull’egocentrismo di cui il De Seppo soffriva, ed è latente in un solo brano di polemica sociale, La Crociata di Re Giorgio, parodia della guerra in Irak, scritta con l’amico Mox. Tra i brani più significativi troviamo Cena a casa mia, momento di imbarazzo familiare sul rapporto d’amore, Dal parco sotto casa tua, racconto de greogoriano della fine della storia, Olio, invettiva calda ma rispettosa e Qualcosa tornerà, riassunto rassegnato. Il tutto si conclude con Bossa nova, in cui il de Seppo ritrova la forza di andare avanti a ritmo brasiliano.

Il disco viene registrato in casa. Dario suona tutti gli strumenti possibili e l’unico che riesce a intromettersi nella produzione è il suo vecchio amico e compare di pallavolo FabioZzo, che dà una mano per la realizzazione della discussa copertina.

Chitarra, penna e mente torbida esce a Natale del 2004, e le 50 copie vanno a ruba. Una di esse finisce tra le mani dell’altro grande amore non corrisposto del De Seppo, per il quale già aveva scritto una canzone, in cui lo stile iniziava a mutare verso quell’insopportabilità metadiscorsiva e autoreferenziale che tanto amiamo: 600 parole, ovvero la canzone che inizia a cantare sé stessa.

La distensione di Bossa nova si frantuma. Tutto si chiude in un ciclo senza uscita dove il capo è anche la coda.

Le sue ultime canzoni sono rimaste inedite, sebbene sappiamo abbia intenzione di pubblicare un nuovo disco, dal misterioso titolo, forse, L’esagono.

I problemi con la SIAE e con il suo attuale gruppo, i Be-Folk, animati dal ritrovato Marco Segreto, non gli hanno ancora permesso di realizzare né altri dischi né altri concerti, se si esclude il patetico tentativo di un’esibizione alla Maison Musique di Rivoli nell’ottobre del 2005.

Le nuove canzoni sono più complesse, ma soprattutto più lunghe, e hanno il vizio di citare sé stesse in continuazione. Il disco che le conterrà sarà certamente un…flop, sì, ma anche un concept album, a suo modo, su quest’altra triste storia d’amore mai iniziata.

Le nuove canzoni sono essenzialmente monotematiche, anche se piuttosto diverse tra loro. Il discusso brano CioccoLatina ha avuto già un successo eclatante nonostante il disco ancora non sia nemmeno in produzione, grazie alla diffusione del Baffo nell’ambiente del BierKeller. Il suo andamento pop e scanzonato ci inganna nascondendo le insidie del testo…mentre le altre canzoni sono ancora top secret (anzi top Segret, visto che lui le conosce e pure tutti i suoi amici…) e non voglio anticipare nulla.

Di Dario “Dada? De Seppo oggi abbiamo poche notizie, pare stia scrivendo un’autobiografia (nel senso di una biografia della sua macchina), e sappiamo che lavora come stagista all’Istituto Musicale di Rivoli. In effetti è uno dei pochi dipendenti del Comune che per fare niente non viene pagato.

Non scrive più canzoni da mesi, chiuso in una crisi creativa determinata forse dall’impossibilità di trovare nuovi argomenti in sé stesso e di sviluppare tematiche a sé estrinseche.

Probabilmente non è mai riuscito a riprendersi dall’ultima forte, molteplice, insanabile delusione d’amore.

Nella sua ultima produzione non ufficiale non mancano tuttavia i momenti di svago, i divertissement, addirittura incursioni nel mondo della dance e del rap. Come la traduzione del capolavoro di Jobim The girl from Ipanema (La tipa di Pianezza), adattata al mondo cabinotto di oggi assieme all’inseparabile amico Richard Marinelli, o Porco Disco, su cui non mi soffermo.

Abbiamo infine trafugato notizie su alcuni progetti per il futuro. Si parla di un suo esordio alla regia, forse per dirigere i videoclip di alcune sue canzoni. Ma ancora è tutto da vedere.

Per ora ci piace ricordarlo così, mentre gioca a pallavolo per la passione del gioco fine a sé stesso senza vincenti né vinti, con i suoi occhi di spugna, mentre bestemmia alle prese con la sua autoradio inceppata…mi pare ancora di vederlo scrivere in Times New Roman canzoni su tovaglioli parlanti, mangiare cioccolata nelle ore sbagliate e autocitarsi di continuo in autobiografie in terza persona… e soprattutto mi pare di sentirlo ancora cantare in mezzo alle persone che gli vogliono bene nonostante tutto. Stonato, ma con passione.

Biografia a cura di Pepos Da Rio, giornalista dell’emittente brasiliana Radio Pepedos.

*DdS si dissocia da qualsiasi tipo di falso storico riportato su questo testo.

3 Responses to “Dario De Seppo”


  1. [...] Finalmente abbiamo la prima autobiografia (in terza persona) di uno dei collaboratori di Maredentro. In linea col personaggio è particolarmente lunga…qui metto la parte fino al diploma, per il seguito andate sulla sua pagina personale…buona lettura! [...]


  2. [...] 29 novembre del 2005, io Dario De Seppo Mimmo, iniziavo a riempire di futilità questo già inutile spazio vagante nell’universo della [...]


  3. [...] Il 10 giugno del 1983, Sciopero Generale in Italia, nasce DarioDeSeppo. [...]

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